Scoprire l'incanto di un'esibizione davanti a persone sconosciute
- che si guardano –
invitate a penetrare nel tuo IO fra luci fioche e condotte di corridoi umidi e scivolosi,
piastrellati di carta lucida e sporca...

Cercare gli sguardi di alcune di esse,
spaesate ed incuriosite
da proclami generici di performance altisonanti...
Sognare l'interpretazione migliore di te stesso,
volgendoti al pubblico a fronte del tuo specchio interiore...

Il fascino, lo Charme, di un essere vivente, anche se non propriamente umano (macché! - altro che umano - direbbero alcuni), è un qualcosa di particolarmente forte ed intenso che si situa fra il soggetto "colpito" dallo Charme e il soggetto Charme conduttore. La natura trasmette su noi stessi le vibrazioni prodotte dai suoi componenti nel perdurare della loro esistenza fino a toccare le nostre corde più intime (...e lasciamoci toccare!). Il nostro corpo viene avvolto da un turbine di input estetici che solleticano i nostri sensi penetrando attraverso l'impatto emozionale fra i peli delle nostre percezioni. Il fascino che viene esalato ci scalda così tanto nel momento del suo "apparire" quanto ci raffredda entrando in contatto con la nostra realtà che più di tanto non lo può accogliere ma che lo spiega al suo interno.

Lo Charme de Caroline è parte di questa natura. È un piccolo albero, della famiglia delle betulle e può vivere fino ed oltre i cent'anni. Il "fascino di Carolina" entra quindi in contatto con la sua realtà, trasmette il suo messaggio e contestualmente si specchia nel proprio IO. Carolina - così si chiamava la mucca della nostra infanzia - "tiene" al posto degli zoccoli delle note musicali che la rendono filo conduttore nel rapporto col soggetto "colpito" dal suo "Charme". È un personaggio semplice, simbolo lattifero della vita, che porta il proprio fascino oltre i confini che la natura le ha imposto, testimone di musica e poesia, che emerge dalla sua indole nascosta. Un simbolo romantico, dove il fascino di un lontano verso il quale ci piace poter tendere si sposa con la natura della betulla secolare e la vita della mucca Carolina, un connubio, o un apparente ossimoro, che ci piace pensare libero.